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Frida Kahlo: Un simbolo del Messico e del Femminismo

15. 07. 2020

Viva la Frida! Sono poche le donne del secolo scorso, in un mondo ancora esclusiva degli uomini, ad aver avuto successo come pittrici. Sono ancora di meno quelle che sono riuscite a diventare un simbolo per il proprio paese e, contemporaneamente, anche uno simbolo per il movimento femminista del mondo intero. Frida Kahlo sicuramente non è stata la moglie “ordinaria” del suo famoso marito. Frida aveva una personalità libera ed indipendente, una vera pecora nera per i suoi tempi. Sfortunatamente il suo viaggio in questo mondo non è durato a lungo, ed è stato un percorso pieno di dolore: una lunga lotta contro un fato avverso che però ha influenzato milioni di persone di tutto il pianeta. Nelle prossime righe leggerete di questa pittrice messicana che ancora oggi riesce ad influenzare le mode del momento. 

“Non me ne frega un c**zo di cosa pensi il mondo. Sono nata p****na, sono nata pittrice, sono nata fot***ta. Ma sono stata felice a modo mio.“

Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón nacque nei sobborghi di città del Messico il 6 Luglio del 1907, terza figlia del fotografo messicano Guillermo Kahlo e della moglie Matilda. La famiglia di Guillermo aveva origini tedesche, mentre la madre era una nativa americana. Fu a causa di questa unione che Firda iniziò ben presto a sentirsi come una sorta di mediatrice fra il mondo europeo e la cultura messicana, cosa che influenzò notevolmente i suoi successivi lavori. 

“Alla fine della giornata ci rendiamo conto che possiamo sopportare molto di più di quello che pensassimo.”

Il destino avverso la colpì fin dalla più tenera età. A 6 anni soffrì di poliomelite, che la lasciò zoppicante a causa di uno sviluppo diverso delle due gambe, che Frida nascondeva sotto alle sue lunghe gonne. A 18  anni venne coinvolta in un incidente stradale sull’autobus in cui viaggiava tornando a casa, che le causò ferite gravissime e molto dolorose. Dovette affontare numerose operazioni chirurgche, ma ciononostante fu costretta a convivere con insopportabili dolori per tutto il resto della sua vita. 

Fino al giorno dell’incidente Frida ebbe una vita piuttosto normale: si dedicò allo sport ed allo studio della medicina. Fu una delle 35 ragazze accettate alla prestigiosa Scuola Preparatoria (che accoglieva 2000 studenti maschi!). Già a scuola seppe distinguersi: fondò un gruppo segreto denominato “Kachuchas” ed i suoi comportamenti vennero spesso descritti come “oltraggiosi”, almeno per il contesto dell’epoca. Fu alla Scuola Preparatoria che incontrò per la prima volta il suo futuro marito, il famoso pittore Diego Rivera che lì lavorò fra il 1921 ed il 1923 alla realizzazione dell’opera “Creazione”. 

“Piedi, cosa mi servono quando ho ali per volare? ”

Nel 1925 il terribile incidente: Frida subì 3 fratture della spina dorsale, e si ruppe anche la clavicola, svariate costole, l’osso pelvico e la gamba destra in più punti. Soffrì di una lussazione della spalla e venne tragicamente trafitta da un corrimano in ferro che le perforò stomaco ed utero. Le conseguenze di questo incidente l’accompagneranno per il resto della sua vita. Non potè avere figli, che tanto aveva desiderato, a causa delle ferite. Dovette sottoporsi a numerosissime operazioni chirurgiche e passò più di un anno in un letto di ospedale. Fu in questo periodo che chiese al padre di potarle colori e pennelli. Sistemarono il suo letto in modo che potesse giacere su un fianco, e vi attaccarono uno specchio affinchè potesse utilizzarlo per specchiarsi. Frida incominciò così a dipingere autoritratti, che poi caratterizzarono la sua prudzione: durante tutta la sua vita ne disegnò ben 55. 

Le opere di Frida Kahlo sono spesso considerate naif o surreali, sebbene ella stessa si considerasse piuttosto come una pittrice realista. “Non dipingo sogni od incubi, dipingo la mia propria realtà”, diceva. Proprio perchè la sua propria realtà per un lungo periodo non fu altro che lei stessa ed il suo mondo interiore, dipinse per lo più di sè. “Dipingo me stessa perchè passo un sacco di tempo con me stessa, e la mia faccia è il soggetto che conosco meglio”. Altro soggetto dai lei molto ritratto erano i fiori, che dipingeva affinchè “non morissero mai”. 

“Ci sono stati due grandi incidenti della mia vita. Uno è stato il tram, l’altro è stato Diego. Diego è stato di gran lunga il peggiore.”

Una volta lasciato l’ospedale, Firda tornò a scuola per un breve periodo. Portò le sue opere al pittore Diego Rivera, che fu impressionato soprattutto dai suoi autoritratti. Non sembrava molto colpito dagli altri dipiniti, e le consigliò di continuare a dipingere a modo suo, senza lasciarsi influenzare da nessun altro. I due iniziarono a frequentarsi e dopo poco si sposarono. Fu grazie al marito che Frida si iscrisse al partito comunista ed incominciò una carriera come attivista dei diritti delle donne. I due si trasferirono per un po’ negli Stati Uniti, dove Frida incomincò a riflettere sulle differenti nazionalità, sulle sue origini messicane, e a dipingere traendo ispirazione dall’arte folk locale. Inziò a collezionare antichità e a vestirsi quotidianamente in abiti tradizionali. Nel 1939 uno suo quadro venne esposto al Louvre di Parigi durante una mostra ispirata al Messico, e fu un grande successo. Negli anni successivi realizzò svariate mostre personali, per lo più nella sua casa. 

Frida e Rivera formarono una leggedaria coppia di bohèmiens. Erano entrambi pittori, anche se quello famoso inizialmente era lui (oltre ad essere 20 anni più vecchio), ed anche comunisti entusiasti. Nel 1939 ospitarono perfino Trotsky, un esponente del partito comunista russo, nella propria casa, e si racconta che Frida ebbe con lui una fugace relazione. Frida era un vero e proprio spirito libero, donna, che faceva quello che aveva voglia di fare: fumava, beveva, era apertamente bisessuale ed era rinomata per un linguaggio colorito e la sua abitudine di cantare canzoni oscene ai propri ospiti. Nonostante le sue sofferenze fisiche e mentali, fu capace di godersi la vita al massimo, ed a modo suo. Influenzando così generazioni duture di donne. 

“Spero che la mia uscita sia gioiosa, e spero di non tornare mai più.”

Frida morì nel 1954 per le conseguenze di una polmonite, all’età di 47 anni. Alcuni mormorarono che in realtà si trattò di una overdose. Sicuramente alcol e droghe le erano piuttosto famigliari. “Bevevo perchè volevo annegare le mie tristezze, ma adesso queste maledette hanno imparato a nuotare.” Nessuno si è comunque mai preoccupato di indagare sulle cause della sua morte. Sebbene ella espresse nel suo diario il desiderio non non fare mai più ritorno in questo mondo, in realtà è come se non se ne fosse mai andata. La storia della sua vita è così affascinante che sono tantissime le cose che sono state create in suo ricordo. Nel 2002, per esempio, è stata interpretata nel film “Frida” dall’attrice messicana Salma Hayek. Nel nostro e-shop potrete comprare decorazioni per la casa e tantissimi altri accessori che celebrano questa donna incredibilmente forte e devota alla vita. Viva la vida –  è anche il nome del suo ultimo quadro. L’abbiamo modificato in Viva la Frida! Che il tuo coraggio di vivere la vita possa essere di ispirazione per tutti! 

ALLA COLLEZIONE FRIDA KAHLO

Citazioni di Frida Kahlo

 

 

 



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